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23.09.2015
10:51
Susanne

Via Ferrata “Hoachwool“ sul Monte Sole Naturno

Via Ferrata "Hoachwool" (c) Santer Peter

Uno degli obiettivi di Alto Adige Expo è quello di valorizzare il territorio e ciò che esso ha da offrire; tra le varie ricchezze del patrimonio altoadesino si rileva la via ferrata “Hoachwool“ sul Monte Sole Naturno. Questo percorso si snoda dalla Val Senales fino ad arrivare a Naturno e si presenta con un'unica roccia che si estende per 10 km.

La Via Ferrata "Hoachwool"- un esperienza avventurosa per escursionisti esperti

La via ferrata attraversa una zona caratterizzata da paesaggi selvaggi, con imponenti rocce, una vegetazione meravigliosa e panorami mozzafiato. La sua bellezza però è accompagnata anche da una notevole difficoltà di cui si connota il percorso; di fatti, è consigliato non optare per la via ferrata come prima escursione e in ogni caso essa è diretta per lo più ad escursionisti esperti e conoscitori del territorio. L'accesso alla via ferrata “Hoachwool“ si trova presso la Val Senales, per poi proseguire lungo la riva occidentale del Rio Senales dove occorrerà attraversare un ponte tibetano. Da questo punto si erge una parete esposta e una serie di rampe e scale, che richiedono una considerevole esperienza e buon allenamento. Inoltre, i punti particolarmente complessi sono attrezzati con funi d'acciaio e sostegni vari, al fine di facilitare la scalata e fornire una maggiore sicurezza. A circa metà del percorso è anche presente una piazzola dove potersi riposare qualche minuto, prima di intraprendere la seconda parte di un'escursione piuttosto impegnativa.

Lungo la via ferrata “Hoachwool“ sul Monte Sole Naturno si trova anche il c.d. Sentiero Proibito: un antico sentiero che in passato portava in Val Senales e che è posizionato in un punto particolarmente pericoloso a causa del terreno ripido e roccioso, adatto solo a coloro che hanno alle spalle una significativa esperienza.

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16.09.2015
10:36
Susanne

Giardino delle Mele Val Venosta

La Val Venosta è una valle dell'Alto Adige occidentale ben nota come area di provenienza di una grande varietà di mele pregiate. Ciò è possibile grazie al suo particolare microclima molto soleggiato caratterizzato da forte escursione termica, che garantisce ai frutti una crescita lenta.

Nella bassa Val Venosta, vengono coltivate soprattutto:

  • la giapponese Fuji, il cui colore va dal rosa chiaro al rosso scuro, compatta e di media grandezza; questa varietà è particolarmente adatta alla preparazione di torte e dolci in virtù della sua spiccata dolcezza e croccantezza 
  • la neozelandese Braeburn, di colore giallo con striature rosse, lucida e di dimensioni medio-grandi; è particolarmente ricca di vitamina C e può essere consumata sia cruda che cotta grazie al suo gusto equilibrato
  • la statunitense Morgenduft, di forma rotonda, colore rosso scuro e compatta; il suo sapore dolce-aspro, molto fresco e deciso, la rendono ottima per la preparazione di dessert, macedonie e composte
  • la belga Kanzi, di colore rosso e forma compatta; il suo sapore equilibrato tra dolce ed acido la rende perfetta come ingrediente di torte e composte.

La parte centrale e alta della valle è dedicata alla coltivazione di:

  • la tedesca Pinova,di media grandezza, ben riconoscibile dalle altre varietà grazie al suo colore rosso cinabro fiammante e lucente; il suo sapore, delicatamente aspro e fragrante, resiste molto bene alle lunghe conservazioni
  • l'americana Jonagold, croccante e morbida, di colore giallo-verde con striature rosse; è succosa e leggermente aspra, adatta ad ogni tipo di consumo.

Infine, alcune varietà di mele crescono facilmente ad ogni altitudine. Esse sono:

  • la neozelandese Gala, di dimensioni ridotte rispetto alla media, dal colore giallo chiaro con striature rosse; è croccante, dolce e succosa, ma andrebbe consumata immediatamente perchè il sapore tende ad attenuarsi con la conservazione
  • la statunitense Golden Delicious, di forma allungata e tipico colore giallo intenso; è succosa e leggermente aspra, adatta a tutti i tipi di preparazione
  • la statunitense Red Declicious, medio-grande e di colore rosso intenso; il suo sapore dolce e succoso la rendono adatta sia al consumo diretto, sia come ingrediente di dolci e macedonie.

Le mele delle Val Venosta non sono eccezionalmente buone ma anche sane. 

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09.09.2015
09:49
Susanne

Hugo e il "papà" dell'aromatico cocktail del Trentino Alto Adige

Dalla provincia di Bolzano nei locali più alla moda si alzano i calici per brindare “zum Wohl” (traduzione di "Cin cin!") prima di sorseggiare un Hugo. Il cocktail, sempre più in voga non solo nell’intero Trentino Alto Adige ma anche in Austria, nel sud della Germania fino alla Foresta Nera e Bavaria, sta arricchendo la sua rete di appassionati. Il sapore fresco e leggero, apprezzato soprattutto dalle donne, è caratterizzato da un intenso e inconfondibile aroma di fiori di Sambuco, pianta che in primavera diffonde il suo profumo in tutta la Regione. E’ stato questo intenso ma gradevole odore che ha ispirato il suo ideatore alla creazione di un cocktail equilibrato miscelando prosecco, vino bianco e fiori di Sambuco. Un drink che, a differenza dei “bibitoni alcolici” offre un gusto bilanciato e leggero dall’aroma balsamico della menta e del lime (o succo di limone) che, sorseggiato a occhi chiusi, fa viaggiare la mente nelle alte vette delle Dolomiti dove l’aria è pulita e frizzante.

HUGO - l'aperitivo altoatesino

La “paternità” di Hugo, però, è ancora controversa e dibattuta tra Filippo Debertol e Roland Gruber, entrambi originari della provincia di Bolzano e con una storia credibile da raccontare. Filippo afferma di aver iniziato a servire questo drink nel ristorante di famiglia in Val di Fassa mentre Roland racconta di a averlo servito nel suo locale a Naturno e di aver pensato di chiamare il cocktail “Otto” prima di assegnargli “Hugo”, un nome più consono al suo sapore intenso. La verità, forse, non si scoprirà mai ma la leggenda che rimane sul cocktail certamente contribuirà ad aumentarne la fama.

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04.09.2015
09:54
Susanne

L'Alto Adige all'EXPO a Milano

Nella piazzetta lungo il Cardo nord-est , vicinissimo al Padiglione Italia, svetta come le cime delle sue bellissime alpi il padiglione dell'Alto Adige all'Expo 2015. Realizzato in legno di larice, profumato di montagna, il padiglione si sviluppa in verticale, accompagnando il visitatore lungo il sentiero che sale, attraverso le 7 virtù dell'Alto Adige.

Il concept del padiglione Alto Adige all'Expo è proprio questo: una presenza costante, salda e ricca di tradizione e significati, la declinazione del tema di "sostenibilità" nei punti di forza della regione:

  • i prodotti gastronomici: piatti tipici e gustosi, come i canederli, lo speck, lo strudel di mele e il vino, genuini, sapientemente proposti dall'esperienza di chef altoatesini stellati
  • il paesaggio: le indimenticabili montagne, l'azzurro dei laghi alpini, il bianco della neve e la freschezza dei boschi dell'Alto Adige ispirano tutto il padiglione
  • le persone: l'accoglienza cordiale e riservata della gente dell'Alto Adige, abituata da sempre a far sentire a casa i propri ospiti
  • l'architettura: la tipicità dell'architettura regionale, specchio della sua storia, si sposa con stili e linee moderne, senza dimenticare il legame con i materiali del luogo: il legno e la pietra.
  • la sostenibilità: da sempre attenta alla sostenibilità energetica delle sue strutture e alle scelte ecologiche più avanzate, l'Alto Adige è una regione all'avanguardia 
  • la tecnologia alpina: la salvezza e la conservazione del territorio alpino come patrimonio di ricchezza, anche grazie alle moderne tecnologie
  • la cultura quotidiana: i ritmi, il respiro, la storia e la bellezza di un territorio e della sua gente che nei gesti di ogni giorno rinnova le sue tradizioni  

Alla fine di questo interessante e rigenerante sentiero, arrivando sulla terrazza superiore del padiglione Alto Adige, si gode della vista dell'Expo, come si abbraccia tutto il paesaggio intorno dalla cima di una montagna.

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