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22.01.2018
13:47
Monika

LA VAL VENOSTA IN ALTO ADIGE

Licenza immagine © fottoo - stock.adobe.com

Quanto conosci bene la meta del tuo viaggio, la regione dove trascorrerai le vacanze, vale a dire la Val Venosta? Anche se potresti aver già fatto in passato un viaggio dalle nostre parti, per la prossima vacanza in Val Venosta è sempre utile informarsi in anticipo sulla storia, la posizione e la geografia della valle.

Abbiamo riassunto le informazioni più interessanti che bisogna conoscere su questa valle a nord dell’Alto Adige. 

  • Il nome Val Venosta (la cui dizione originale non è Vinschgau, bensì Vintschgau) deriva dalla tribù dei Venostes, da cui nasce anche il nome italiano. La desinenza “gau” da riferimento alla Val Venosta come antica unità amministrativa del Regno dei Franchi.
  • I confini della Val Venosta sono segnati dal Passo di Resia e da Tel, vicino Parcines. L’Alta Val Venosta si estende da Resia a Lasa. La Bassa Val Venosta è compresa a sua volta tra Silandro e Stava. I comuni più a sud rientrano nell’amministrazione di Merano.
  • Percorrendo la Val Venosta si possono esplorare molte valli più grandi ai lati: la Val Roia, la Valle Slingia, Munster, Solda, la Val Martello e Lasa sul lato destro della valle, la Vallelunga, Planol, la Val Mazia, Schlandrauntal e la Val Senales a sinistra della valle.
  • La Val Venosta è interessata da precipitazioni relativamente basse; in media vengono registrati annualmente solo 481 mm di precipitazioni. La temperatura più bassa nel cuore della valle si attesta mediamente su -0,9 °C (gennaio), mentre quella più alta è di 19,2 °C (luglio).
  • La maggior parte dei vacanzieri che soggiorna in Val Venosta visita, oltre alla valle, il Passo Resia e naturalmente il Lago di Resia, con la sua chiesa che emerge orgogliosamente dall'acqua. Una località fotografata da tutti, ma soprattutto un luogo di memoria. Per la costruzione della diga nel 1950, gli abitanti di Curon Venosta, di una parte di Resia e degli abitati di Piz, Arlund, Gorf e Stockerhöfe fuorono costretti ad abbandonare le proprietà prima che gli edifici venissero demoliti e la zona sommersa. Solo il campanile della Chiesa di Alt-Graun emerge ancora dall’acqua ricordando questo passato.
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14.12.2017
08:45
Monika

MERCATINO DELL'AVVENTO NEL VIVAIO POZZI A NATURNO

I grandi mercatini di Natale in Alto Adige, a Merano, Bolzano, Bressanone e Brunico, sono conosciuti e amati al di là dei confini regionali. L’atmosfera dell’Avvento, così silenziosa e contemplativa, può essere vissuta nei piccoli villaggi altoatesini così come a Naturno, nel Mercatino di Natale del Vivaio Pozzi.

Qui la qualità ha la meglio sulla quantità. 18 agricoltori locali, artigiani ed espositori di Naturno presentano i loro prodotti artigianali; oltre alle marmellate, ai cosmetici biologici e ai gioielli, si possono ammirare anche oggetti decorativi, accessori in feltro o in legno, presepi e molto altro ancora. Domina un’atmosfera unica con temperature miti e bancarelle disposte tra i fiori e la vegetazione del vivaio. 

Tra un vin brulè caldo, un dolce altoatesino e una piacevole conversazione in buona compagnia, è possibile godersi il periodo pre-natalizio in maniera tradizionale e lontani dal trambusto e dalla confusione dei grandi mercatini di Natale delle città. 

Il Mercato dell’Avvento di Naturno viene ospitato nel vivaio Pozzi per cinque domeniche consecutive, le quattro domeniche dell’Avvento e la domenica precedente, dalle ore 10:00 alle ore 18:00. 

Il vostro DolceVita Hotel Preidlhof di Naturno vi aspetta per regalarvi gioiose feste e un Felice Natale insieme ai vostri cari!

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20.10.2017
13:08
Monika

STORIA DEL TURISMO: I MIGLIORI HOTEL IN ALTO ADIGE

Con circa 6,5 milioni di visitatori l’anno, l’Alto Adige rappresenta una delle destinazioni più popolari delle Alpi. L’antica Val Venosta, la Val Pusteria con i suoi boschi, la regione mediterranea di Merano: ogni zona dell’Alto Adige è un mondo a sé e conquista sia gli amanti della natura sia le persone alla ricerca di tranquillità o i più sportivi. Ma l’Alto Adige com’è diventato ciò che è oggi? Di seguito è riportata una breve panoramica della storia del turismo in Alto Adige e della trasformazione di semplici case vacanze in hotel eccellenti.

1860: i nobili scoprono la faccia soleggiata delle Alpi

Il turismo in Alto Adige inizia a svilupparsi già nella metà del XIX secolo. Le classi agiate europee, nobili e industriali, visitano le Alpi. Particolarmente popolare è Merano, città dal clima mediterraneo e dal paesaggio affascinante. Qui nasce il turismo termale e salutare; anche la Imperatrice Sissi si concede i bagni nella città termale sul Passirio.

1890: in Alto Adige nascono Grand Hotel mondani

A partire dal 1890, la classe media inizia a viaggiare sempre di più. Intorno alla fine del secolo, nascono eleganti Grand Hotel in tutta la regione. Il Grand Hotel Toblach, costruito nel 1877, è uno dei primi hotel mondani dell’Alto Adige. Fino al 1914, quando scoppia la Prima Guerra Mondiale, le classi elevate si godono un’ottima cucina e feste sontuose nella città termale di Merano o in occasione delle ferie estive sulle Alpi. Dal 1914, il fronte di guerra attraversa questo paradiso delle vacanze e, quando l’Europa si risolleva dalle rovine nel 1919, il Tirolo si divide e l’Alto Adige entra a far parte della potenza vincitrice italiana.

1919: arrivano gli Italiani

Dopo la guerra, gli Italiani iniziano a visitare l’Alto Adige. La regione viene già chiamata così, mentre l’uso del termine Südtirol è vietato. Sempre più persone scoprono l’escursionismo e lo sci: le esperienze in montagna riscuotono un successo crescente. Gli alberghi più ricercati dell’Alto Adige si sviluppano ulteriormente negli Anni Trenta. Questo processo termina nel 1939 con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

1950: una ripresa e un nuovo inizio

I disordini delle opzioni e del secondo conflitto mondiale interrompono bruscamente la storia di successo di molti hotel mondani in Alto Adige. Molte residenze, come il Grand Hotel di Carezza, ai piedi del Catinaccio, vengono convertite in ospedali. Alla fine della guerra, il boom economico consente a un’ampia fetta di popolazione di viaggiare e visitare l’Alto Adige, a partire dagli Anni Sessanta anche con la propria auto.

1960: camere d’albergo in tutte le valli

Beneficiano delle ripresa non solo le località rinomate, come la città termale di Merano, ma anche molti piccoli villaggi e valli. In breve tempo, molti abitanti dell’Alto Adige iniziano ad affittare le stanze degli ospiti e a guadagnare un po’. Vengono costruite numerose piccole pensioni a conduzione famigliare.

Dal 2000 in poi: in Alto Adige vengono edificati hotel di lusso

Tra gli Anni Novanta e Duemila, in Alto Adige sono stati costruiti sempre più hotel. La lunga esperienza permette agli albergatori di anticipare le tendenze e di offrire agli ospiti un’esperienza di vacanza unica. Oggi gli hotel di lusso in Alto Adige, compreso il DolceVita Wellness Hotel Preidlhof, si caratterizzano per l’architettura ricercata, il comfort elevato e le spaziose e ricercate aree benessere.

Una peculiarità degli hotel a 4 e a 5 stelle in Alto Adige è senza dubbio la cucina di alto livello. I vacanzieri che visitano l’Alto Adige possono scegliere tra classici piatti austriaci o tirolesi e specialità italiane. Molti chef creativi combinano con successo i sapori alpini e mediterranei. Questo testimonia l’eccellente cucina negli hotel dell’Alto Adige. Un motivo in più per soggiornare presso il DolceVita Luxury Resort Preidlhof!

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10.10.2016
10:17
Susanne

Törggelen: Autunno goloso con mosto e castagne

L’autunno è una stagione interamente da scoprire, specie in Alto Adige, dove l’avvio della raccolta nei campi, nei frutteti e nei vigneti, da il via a una ricchissima tradizione di feste e sagre legate al raccolto. Lo splendore di un ambiente che muta rapidamente i colori brillanti e solari dell’estate per tingersi dei toni policromi e malinconici dell’autunno, provoca una vera e propria febbre settembrina che sfocia fino a novembre, in uno dei più popolari dei riti conviviali altoatesini: il tradizionale Törggelen.

Törggelen in Alto Adige

Il termine viene fatto derivare sia dal latino "torquere" che significa torcere, pressare, e si riferisce alla pressatura del mosto dopo la vendemmia, sia dalla parola “Torculum”, torchio, l’antico strumento per la pigiatura dell’uva da cui si ottiene il mosto: Il vino nuovo, detto anche, "Nuie", il nuovo, dal basso contenuto di alcol e dall’alta concentrazione zuccherina, diventava, ieri come oggi, l’oggetto di un allegro pellegrinaggio da cantina a cantina, da maso a maso, per assaggiare e confrontare il migliore. Nell’occasione si dava naturalmente fondo a robuste merende a base di Speck, pane nero e frutti di stagione.

Il più apprezzato era, naturalmente, la castagna, (più raro il marrone) che univa al piacere di assaggiare il mosto fresco quello di scartare le caldarroste in un’atmosfera di conviviale allegria. Negli ultimi decenni usanza di queste “castagnate” tra amici, ha decisamente varcato i confini delle case e delle Stuben private per contagiare le osterie e i ristoranti. Al successo di queste feste ha contribuito anche la riscoperta, all’inizio degli anni 70, dell’antica tradizione tirolese dei "Buschenschänke" che si sono presto scoperti luoghi ideali per il Törggelen.

Diffusa ormai un po’ ovunque, la tradizione del Törggelen, è particolarmente radicata in tutto il territorio altoatesino. Lungo le pendici di tutte le valli sono inoltre presenti numerose cantine private e Buschenschänke specializzati. 

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03.02.2016
13:59
Susanne

La corsa dei cavalli avelignesi a Merano a Pasqua 2016

Come ogni consuetudine che si rispetti anche quest'anno ritorna la tradizionale battaglia tra i giovani cavalieri che si sfideranno all’Ippodromo Maia di Merano in sella ai loro splendidi destrieri!

A Merano ritorna il fascino delle corse rusticane

La corsa dei cavalli avelignesi é un evento che ogni anno attira migliaia di appassionati di cavalli e di curiosi da ogni parte d’Italia, che giungono nella cittadina per ammirare questa straordinaria manifestazione ed i fantastici cavalli che ne sono protagonisti. La tradizione vuole che il tutto si svolga il lunedì di Pasqua che quest’anno capiterà il 28 marzo 2016. Le gare si svolgeranno nel pomeriggio subito dopo la consueta sfilata del corteo folcloristico che colorerà le strade del centro di Merano; a farla da padrone saranno i cavalli avelignesi, i costumi tradizionali ed i suoni della banda che accompagnerà il corteo. Ovviamente la manifestazione vedrà come attrazione anche la gustosa cucina sudtirolese, conosciuta e apprezzata in ogni angolo d'Italia e del mondo, che appassionerà gli spettatori durante tutto il corso della manifestazione. Insomma sarà una giornata all'insegna della tradizione e che sarà una vera rivelazione per tutti gli amanti di battaglie, tradizioni, cultura e del buon cibo, in una cornice mozzafiato come quella di Merano e del suo fantastico ippodromo. Un evento da ammirare e da gustare in ogni suo minimo particolare.

Per Ulteriori informazioni è possibile contattare direttamente l'ippodromo:

Ippodromo di Merano - Via Scuderie, 37 - 39012 Merano  -Tel.: +39 0473 446 222

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